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Emmanuel Lévinas
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Emmanuel Lévinas (o Levìnascite-ref-4[4]) (Kaunas, 12 gennaio 1906Clichy, 25 dicembre 1995cite-ref-5[5]) è stato un filosofo francese di origini ebraico-lituane.

Contents

Opere
Note

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Biografia

Nato il 12 gennaio del 1906 a Kaunas, in mwhgLituania, Emmanuel Lévinas iniziò adolescente la sua formazione intellettuale attraverso lo studio della mwhwtradizione ebraicacite-ref-filnov223-6-0[6] e dei classici della mwjaletteratura russa, quali mwjqPuškin, mwjgTurgenev, mwjwLermontov, mwkaDostoevskij, mwkqGogol' e mwkgTolstojcite-ref-7[7]cite-ref-ostaggio12-8-0[8].

Nel mwpq1917, all'età di undici anni, visse le vicende della mwpgrivoluzione russa a mwpwCharkiv, in mwqaUcrainacite-ref-ostaggio12-8-1[8]. Trasferitosi nel mwrq1923 in mwrgFrancia, frequenta l'mwrwUniversità di Strasburgo, seguendo i corsi di mwsaCharles Blondel e mwsqHalbwachscite-ref-filnov223-6-1[6]. A partire dal mwtg1928-mwtw1929, Lévinas si reca presso mwuaFriburgo per ascoltare le lezioni di mwuqHusserl, ma – racconta l'Autore – ivi trovò mwugHeideggercite-ref-10[10]. Nel 1929, inoltre, presenzia ai seminari di mwvwDavos, assistendo al confronto fra Heidegger e mwwaCassirercite-ref-11[11]. Ultimato, nel mwxq1930, il dottorato di ricerca con una tesi intitolata mwxgLa teoria dell'intuizione nella fenomenologia di Husserl (mwxwLa théorie de l'intuition dans la phénoménologie de Husserl), questa sarà pubblicata lo stesso anno, concorrendo alla diffusione della mwyafenomenologia husserliana in Franciacite-ref-filnov223-6-2[6]. Nell'ambiente della mwzqSorbona stringe i suoi rapporti con mwzgWahl (già suo relatore di tesicite-ref-abb365-12-0[12]), mwawMarcel, che lo invita alle sue riunioni del sabato sera, e con la giovane mwbaavanguardiacite-ref-ostaggio12-8-2[8].

A partire dal mwfa1931 risiede a mwfqParigi, dove insegna allmwfg'mwfwÉcole normale israelite orientale (assumendone la direzione dal mwga1946 al mwgq1961cite-ref-abb366-14-0[14]), acquisendo convintamente la mwhgcittadinanza francesecite-ref-filnov223-6-3[6]cite-ref-15[15]. Ivi ha modo d'incontrare mwjwLacan, mwkaMerleau-Ponty, mwkqAron, e di frequentare le importanti lezioni di mwkgKojèvecite-ref-filnov223-6-4[6]cite-ref-16[16]. Nel mwmw1932, Lévinas faceva tappa in Lituania per convolare a nozze con Raïssa Lévycite-ref-17[17], dalla cui unione nasceranno due figlie femmine, Simone e Andrée Éliane (quest'ultima, prematuramente scomparsa), e un maschio, Michaëlcite-ref-18[18]. Allo scoppio della mwpaseconda guerra mondiale, nel mwpq1939, Lévinas, chiamato alle armi, è catturato dai mwpgnazisti e condotto in un campo di concentramento col mwpwnumero 1492cite-ref-filnov223-6-5[6]cite-ref-ostaggio13-19-0[19]. Durante gli anni di deportazione, periodo in cui l'autore perdette quasi tutti i suoi congiunti (la moglie si salvò solo perché trovò rifugio in un convento di suore cattolichecite-ref-ostaggio13-19-1[19]), Lévinas mise insieme delle annotazioni, che saranno pubblicate postume, nel mwta2009, col titolo di mwtqQuaderni di prigionia (mwtgCarnets de captivité)cite-ref-20[20]. Dell'esperienza dell'orrore nazionalsocialista dirà: «Fummo spogliati della nostra pelle di uomini. Non eravamo altro che una congerie di esseri inferiori. La mia biografia è dominata dal ricordo dell'abominio nazista»cite-ref-ostaggio13-19-2[19].

Tornato in Francia, prese a collaborare con Wahl al mwwaCollège Philosophique, ove presenterà, tra il 1946 e il mwwq1947, le quattro conferenze dedicate ai temi de mwwgIl Tempo e l'Altro (mwwwLe Temps et l'Autre)cite-ref-21[21], e, dal mwya1957, inizia le letture e i commenti del mwyqTalmud ai mwygColloques des Intellectuels Juifs de Langue Françaisecite-ref-22[22], sulla scorta dell'insegnamento di mwzwChouchanicite-ref-23[23].

Emanuele Severino ricorda Lévinas

«Mi sembra che, con Gadamer, Emmanuel Lévinas sia stato, tra i filosofi che ho conosciuto, quello che mi è riuscito più amabile. La distanza tra i nostri due linguaggi è, ovviamente, incolmabile. Una ventina d'anni fa, in una tavola rotonda a due, a Bergamo, ci trovammo però d'accordo nel riconoscere, in termini appropriati, questa incolmabilità. Per esprimermi in maniera semplice: lui vede nell'essere la radice della violenza; nei miei scritti si mostra che tale radice (che è insieme la radice dell'errare) è la negazione dell'essere. Quando sosteneva il nostro esser-per-l'altro – cioè la nostra responsabilità di fronte all'altro, il nostro essere ostaggio dell'altro, la primarietà dell'etica ecc. – si arrabbiava molto con chi gli dava torto (ed era plausibile che anche l'altro si arrabbiasse), e non gli sto certo rivolgendo una critica filosofica.
Ma quando non parlava di filosofia (almeno questa è la mia esperienza) era amabilmente mite e disarmante»cite-ref-24[24].

Lontano dagli -ismi coevi (mw2gesistenzialismo, mw2wmarxismo), Lévinas non aderì al movimento mw3acomunista, in quanto – sosterrà l'autore – «rimanere non comunista significava conservare la propria libertà di giudizio in uno scontro di forze»cite-ref-abb365-12-1[12] (dopo la fine dell'esperienza del mw4qsocialismo reale, tuttavia, Lévinas dichiarerà, in un'intervista rilasciata a mw4gBarbara Spinelli, che il comunismo, «nonostante tutti gli eccessi e gli orrori, [...] rappresentava pur sempre un'attesa. Attesa di poter raddrizzare i torti fatti ai deboli, attesa di un ordine sociale più giusto»cite-ref-25[25]). Critico nei confronti dello mw5wstrutturalismo, concentrandosi quest'ultimo sull'elemento incidentale della forma, e trascurando il senso (alla cui origine, invece, «sta la Parola di Dio»cite-ref-26[26]), Lévinas si oppone a mw7aLévi-Strauss, il cui saggio, mw7qmw7gTristi tropici, è definito come «il libro più ateo scritto ai nostri giorni, il libro assolutamente disorientato e più disorientante»cite-ref-abb365-12-2[12]. All'indomani delle mw8wcontestazioni del 1968, l'autore dichiarerà la propria distanza da quel fenomeno che sembrava aver condannato tutti i valori come prodotti borghesi («Nel mw9a1968, avevo l'impressione che tutti i valori fossero messi in forse come borghesi. Era impressionante. Eccetto uno: Altri»cite-ref-abb366-14-1[14]). Nel 1961, frattanto, vede la luce il capolavoro lévinasiano, mw-qmw-gTotalità e Infinito. Saggio sull'esteriorità (mw-wTotalité et Infini. Essai sur l'exteriorité), e, fra il mw-a1964 e il mw-q1976, insegna nelle università di mw-gPoitiers (1964 – mw-w1967), di mwaqaParis-Nanterre (1967 –1973) e alla Sorbona (1973–1976)cite-ref-abb366-14-2[14].

Insignito nel 1989 del mwaqyPremio Balzancite-ref-premiobalzan-1-2[1] per la Filosofia, Lévinas muore a Parigi nel 1995 (sarà dipoi tumulato nel mwaqscimitero parigino di Pantin e ricordato da mwaqwDerridacite-ref-27[27]), concludendo una lunga carriera intellettuale che lo fece considerare una «delle alternative più geniali ed affascinanti, da un lato, alla crisi dei sistemi totalizzanti ogni forma di senso, come lo mwarestoricismo mwariidealistico e quello mwarmmarxistico, e, dall'altro, alle tentazioni mwarqpost-moderne della messa in questione e/o la frantumazione di ogni possibile senso, come nel mwarunietzschianesimo, nello strutturalismo, nel mwarydecostruzionismo» (mwarcFerretticite-ref-28[28]), risultando essere uno «dei filosofi essenziali [della] fine del mwarwsecolo ventesimo» (Salomon Malkacite-ref-abb366-14-3[14]).

Filosofia

«La morte dell'altro uomo mi chiama in causa e mi mette in questione, come se io diventassi, per la mia eventuale indifferenza, il complice di questa morte, invisibile all'altro che vi si espone; e come se, ancora prima di esserle io stesso destinato, avessi da rispondere di questa morte dell'altro: come se dovessi non lasciarlo solo nella sua solitudine mortale.»

(E. Lévinas-A. Peperzak, Etica come filosofia prima [1989], trad. it. di F. Ciaramelli, Guerini e Associati, Milano 2001, III, 4, p. 56.)

L'etica come filosofia prima

La riflessione lévinasiana trae le mosse dalla ridiscussione della centralità dell'interrogativo circa l'mwasyessere: «Essere o non essere – è proprio questo il problema? È proprio questa la prima e l'ultima questione? L'essere umano consiste davvero nello sforzarsi d'essere e nella comprensione del senso dell'essere – la semantica del verbo essere – è davvero la prima filosofia che s'impone a una coscienza, la quale sarebbe fin dall'inizio sapere e rappresentazione, e manterrebbe la propria baldanza nell'essere-per-la-morte, si affermerebbe come lucidità di un pensiero che pensa sino alla fine, sino alla morte e persino nella sua finitudine – già o ancora buona e sana coscienza che non s'interroga sul suo diritto d'essere – sarebbe o angosciata o eroica nella precarietà della sua finitudine?» (mwascEtica come filosofia prima, III, 6cite-ref-29[29]). Lévinas, infatti, critica la mwaswtradizione filosofica occidentale che ha considerato l'mwas0ontologia come filosofia prima, consistendo quest'ultima nella «conquista dell'essere da parte dell'uomo attraverso la storia», ossia nella «riduzione dell'Altro all'Identico» (mwas4Ivi, II, 1cite-ref-30[30]). Nel misconoscimento dell'insostituibilità d'Altri («l'unicità non-intercambiabile»cite-ref-31[31]), cioè nella sussunzione «sotto un concetto» dell'essere estraneo, «si dissolve l'alterità dell'Altro»cite-ref-32[32]. La vita della coscienza – scrive l'Autore – è sapere, «una relazione del Medesimo con l'Altro in cui l'Altro si riduce al Medesimo e si spoglia della sua estraneità, in cui il pensiero si rapporta all'altro, ma in cui l'altro non è più altro in quanto tale, in cui è già proprio, è già mio»cite-ref-33[33]. La coscienza, lo psichismo, il sapere («la cultura dell'immanenza»cite-ref-34[34]), sono le qualità del mwaummwauqDasein (perché – avverte Lévinas – l'Esserci heideggeriano è il sostituto dell'mwauuanima e dell'mwauyIocite-ref-35[35]), che è libertàcite-ref-36[36] e autonomiacite-ref-37[37]. Altri, invero, – si legge in mwavmTotalità e Infinito – «viene da una dimensione di maestosità»cite-ref-38[38], di trascendenza, sicché sfugge alla «meravigliosa autarchia dell'Io»cite-ref-39[39], offrendosi invece nell'epifania del volto (la cui espressione è «invito a parlare a qualcuno»cite-ref-ecfp25-40-0[40]). Volto che nella «franchezza assoluta del suo sguardo»cite-ref-41[41] convoca il Sé, come fosse un ostaggio, alla propria responsabilità, e questa – conclude il filosofo lituano – è forse solo «un nome più forte per dire l'amore»cite-ref-ostaggio22-42-0[42]. Davanti ad Altri, infatti, il Sé si tira indietrocite-ref-43[43], giacché si è responsabili della solitudine mortale del prossimo prima di aver da esserecite-ref-44[44]. In questa irruzione dell'umano nell'ontologicocite-ref-ostaggio22-42-1[42] si concentra il senso della speculazione filosofica del Lévinas, il quale afferma l'mwaxqetica come filosofia prima, ovverosia la posizione di un Io che, mwaxupascalianamentecite-ref-45[45], «all'apice della sua incondizionata identità, può pure confessarsi io detestabile»cite-ref-46[46].

Il volto dell'Altro

La filosofia lévinasiana assegna, come già segnalato, grande importanza all'epifania del volto dell'Altro, la quale – osserva l'autore in mwayaUmanesimo dell'altro uomo – «è visitazione»cite-ref-udu70-47-0[47] e vita («l'epifania del viso è vivente»cite-ref-udu70-47-1[47]), non già mero fenomenocite-ref-48[48] (che, invece, è «immagine, manifestazione prigioniera della sua forma plastica e muta»cite-ref-udu70-47-2[47]). L'epifania del volto è, infatti, coinvolgimento immediato nell'eticocite-ref-49[49]. Epifania sottratta a ogni tematizzazione e oggettivazione, giacché «il volto non viene mwazuconosciuto», essendo il suo senso precedente ogni conferimento di senso da parte del Sé (mwazySinngebungcite-ref-50[50]). La nudità del volto tramite cui l'Altro si rivela al Sé (la «nudità dignitosa»cite-ref-eteinf87-51-0[51]) esprime una «povertà essenziale»cite-ref-eteinf87-51-1[51], perché è esposizione alla minaccia cui potrebbe incorrere (è «come se ci invitasse a un atto di violenza»cite-ref-eteinf87-51-2[51]), e tuttavia essa comanda di non ucciderecite-ref-52[52]. L'incontro col volto d'Altri, nella sua obbligante indigenza, «conduce al di là»cite-ref-eteinf88-53-0[53], «fa uscire dall'essere in quanto correlativo di un sapere»cite-ref-eteinf88-53-1[53], è l'evento che permette il venire all'idea di mwabmDiocite-ref-54[54]. L'espressione del volto dell'Altro, inoltre, «impegna a far società con lui»cite-ref-ecfp25-40-1[40], è «appello dell'uno all'altro»cite-ref-ecfp25-40-2[40], giacché «il volto parla»cite-ref-eteinf88-53-2[53]. Il volto, dunque, è condizione di ogni discorso, e nel dialogo, inteso come un rispondere, ossia un essere responsabili per qualcuno, si dà l'autentica relazione tra noicite-ref-55[55].

Onorificenze

Laurea honoris causa


Loyola University Chicago

,

1970

.

Laurea honoris causa


Rijksuniversiteit Leiden

,

1975

.

Laurea honoris causa


Université catholique de Louvain

, 1976

.

Opere

• Emmanuel Lévinas, Eros, letteratura e filosofia, a cura di Jean-Luc Nancy, Danielle Cohen-Levinas e Silvano Facioni, Milano, Bompiani, 2017, ISBN 978-88-452-9350-4.
• Emmanuel Lévinas, Gabriel Marcel e Paul Ricœur, Il pensiero dell'altro, a cura di Franco Riva, traduzione di Maria Pastrello, Roma, Edizioni Lavoro, 2008, ISBN 978-88-7313-241-7.
• Emmanuel Lévinas, Parola e silenzio e altre conferenze inedite al Collège Philosophique, Milano, Bompiani, 2012, ISBN 978-88-452-7097-0.
• Emmanuel Lévinas, Quaderni di prigionia e altri inediti, a cura di Silvano Facioni, Milano, Bompiani, 2011, ISBN 978-88-452-6686-7.
• Emmanuel Lévinas, Alterità e trascendenza, traduzione di Simone Regazzoni, Genova, Il Melangolo, 2006, ISBN 978-88-7018-613-0.
• Emmanuel Lévinas, La traccia dell'altro, Napoli, Pironti, 1979, ISBN non esistente.
• Emmanuel Lévinas, Dell'evasione, commento e note di Jacques Rolland, Napoli, Cronopio, 2008, ISBN 978-88-89446-36-2.
• Emmanuel Lévinas, Etica e infinito. Il volto dell'altro come alterità etica e traccia dell'infinito, traduzione di Emilio Baccarini, Roma, Città Nuova, 1984, ISBN 978-88-311-0066-3.
• Emmanuel Lévinas, Dal sacro al santo. La tradizione talmudica nella rilettura dell'ebraismo post-cristiano, traduzione di Ornella Maria Nobile Ventura, Roma, Città Nuova, 1985, ISBN 978-88-311-0068-7.
• Emmanuel Lévinas, L'aldilà del versetto: letture e discorsi talmudici, a cura di Giuseppe Lissa, Napoli, Guida, 1986, ISBN non esistente.
• Emmanuel Lévinas, Dall'esistenza all'esistente, premessa all'edizione italiana di Pier Aldo Rovatti, traduzione dal francese di Federica Sossi [1986], Bologna, Marietti, 2019 [1947], ISBN 978-88-211-1209-6.
• Emmanuel Lévinas, Fuori dal soggetto, traduzione di Francesco Paolo Ciglia, Genova, Marietti, 1992, ISBN 978-88-211-8656-1.
• Emmanuel Lévinas, Su Blanchot, traduzione di Augusto Ponzio, Bari, Palomar, 1994, ISBN 978-88-7600-038-6.
• Emmanuel Lévinas, Alcune riflessioni sulla filosofia dell'hitlerismo, traduzione di Andrea Cavalletti e Stefano Chiodi, introduzione di Giorgio Agamben, con un saggio di Miguel Abensour, Macerata, Quodlibet, 1996, ISBN 978-88-86570-23-7.
• Emmanuel Lévinas, Dio, la morte e il tempo, Milano, Jaca Book, 1996, ISBN 978-88-16-40419-9.
• Emmanuel Lévinas, Di Dio che viene all'idea, a cura di Silvano Petrosino, traduzione di Giulio Zennaro, Milano, Jaca Book, 2007 [1986], ISBN 978-88-16-40171-6.
• Emmanuel Lévinas, Tra noi, Milano, Jaca Book, 1998, ISBN 978-88-16-40486-1.
• Emmanuel Lévinas, Nell'ora della nazioni. Letture talmudiche e scritti filosofico-politici, a cura di Silvano Facioni, Milano, Jaca Book, 2000, ISBN 978-88-16-40533-2.
• Emmanuel Lévinas, La teoria dell'intuizione nella fenomenologia di Husserl, a cura di Silvano Petrosino, Milano, Jaca Book, 2002 [1930], ISBN 978-88-16-40608-7.
• Emmanuel Lévinas, Difficile libertà. Saggi sul giudaismo, a cura di Silvano Facioni, Milano, Jaca Book, 2004, ISBN 978-88-16-40649-0.
• Emmanuel Lévinas, Altrimenti che essere o al di là dell'essenza, traduzione di Silvano Petrosino e Maria Teresa Aiello, introduzione di Silvano Petrosino, Milano, Jaca Book, 2011 [1974], ISBN 978-88-16-40112-9.
• Emmanuel Lévinas, Quattro letture talmudiche, a cura di Alberto Moscato, Genova, Il Melangolo, 2008, ISBN 978-88-7018-393-1.
• Emmanuel Lévinas, Martin Buber, traduzione di Corrado Armeni, Roma, Castelvecchi, 2014, ISBN 978-88-6826-181-8.
• Emmanuel Lévinas, Nomi propri, traduzione di Corrado Armeni, Roma, Castelvecchi, 2014, ISBN 978-88-6826-072-9.
• Emmanuel Lévinas, Kierkegaard, traduzione di Corrado Armeni, Roma, Castelvecchi, 2013, ISBN 978-88-7615-889-6.
• citerefuduEmmanuel Lévinas, Umanesimo dell'altro uomo, introduzione e traduzione di Alberto Moscato, Genova, Il Melangolo, 1985 [1972], ISBN 88-7018-068-9.
• citerefeteinfEmmanuel Lévinas e Philippe Nemo, Etica e Infinito. Dialoghi con Philippe Nemo, a cura di Franco Riva, traduzione di Maria Pastrello e Franco Riva, Roma, Castelvecchi, 2012 [1982], ISBN 978-88-7615-811-7.
• citerefostaggioEmmanuel Lévinas e Bernhard Casper, In ostaggio per l'Altro, a cura di Adriano Fabris, Pisa, Edizioni ETS, 2012, ISBN 978-88-467-3283-5.
• citerefteaEmmanuel Lévinas, Il Tempo e l'Altro, a cura di Francesco Paolo Ciglia, Il Melangolo, 1997, ISBN 978-88-7018-056-5.
• citereftreinEmmanuel Lévinas, Trascendenza e Intelligibilità, a cura di Franco Camera, 2ª ed., Genova-Milano, Marietti, 2009 [1984], ISBN 978-88-211-8818-3.
• citerefecfpEmmanuel Lévinas e Adriaan Peperzak, Etica come filosofia prima, a cura di Fabio Ciaramelli, Milano, Guerini e Associati, 2001 [1989], ISBN 978-88-7802-112-9.
• citereftoeinEmmanuel Lévinas, Totalità e Infinito. Saggio sull'esteriorità, traduzione di Adriano Dell'Asta, introduzione di Silvano Petrosino, Milano, Jaca Book, 1980 [1961], ISBN non esistente.

Note

cite-note-premiobalzan-11. mwaesmwaewmwae0Emmanuel Lévinas, su mwae4mwae8Fondazione Internazionale Balzan. mwafaURL consultato l'11 gennaio 2016.
cite-note-21. mwafqD. Corradini, mwafumwafyStoricismi e filosofie dello Stato: Hegel, Marx, Croce, su mwafcmwafgGoogle Libri, Franco Angeli, 1988, p.mwafk 98. mwafoURL consultato il 3 gennaio 2016.
cite-note-32. mwaf8mwagaE. Severino, mwagemwagiIl mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Milano, Rizzoli, 2012 mwagm[2011], p.mwagq 132, mwaguISBNmwagy 978-88-17-05747-9. mwaggURL consultato il 16 gennaio 2016. mwago«Avevamo ricevuto, a Palermo, il Premio Nietzsche, consistente in una grossa medaglia d'oro, e Lévinas, tornando al suo posto in prima fila [...] l'aveva addentata [...] come se dovesse accertarsi che fosse d'oro davvero»
cite-note-44. mwag4mwag8Giovanni Fornero e Salvatore Tassinari, mwahamwaheTradizione ebraica e filosofia: Rosenzweig, Buber, Lévinas, in mwahiLe filosofie del Novecento, vol.mwahm 2, Milano, Bruno Mondadori, 2002, p.mwahq 990, mwahuISBNmwahy 978-88-424-9900-8. mwahgURL consultato il 29 maggio 2016.
cite-note-55. mwahwmwah0mwah4elenco ufficiale decessi Francia, su mwah8deces.matchid.io. mwaiaURL consultato il 6 settembre 2021.
cite-note-filnov223-66. mwai4mwai8C. Dal Monte,mwaja p. 223.
cite-note-77. mwajqmwajuE. Lévinas-A.Peperzak,mwajy p. 141.
cite-note-ostaggio12-88. mwaj4mwaj8E. Lévinas-B. Casper,mwaka p. 12.
cite-note-93. mwakqmwakuE. Lévinas-B Casper,mwaky p. 23: «Husserl è stato, dopo mwakcBergson e prima di mwakgRosenzweig, il momento decisivo della mia vita filosofica»..
cite-note-1010. mwakwmwak0E. Lévinas-B. Casper,mwak4 p. 41: «A Friburgo cercai Husserl, ma trovai Heidegger».
cite-note-1111. mwalimwalmF. Volpi, mwalqmwaluSalvare l'uomo: il progetto di Lévinas, su mwalyricerca.repubblica.it, «La Repubblica», 27 dicembre 1995. mwalcURL consultato il 25 gennaio 2016. mwalk«Lévinas fu tra coloro che nella primavera del 1929 assistettero alla memorabile disputa tra Heidegger e Cassirer alle settimane universitarie di Davos. Il tema in discussione era mwaloKant. In realtà era in gioco ben altro. Si affrontavano le due star filosofiche dell'epoca: il rappresentante più autorevole della filosofia universitaria, con la sua imponente mwalsFilosofia delle forme simboliche, e il giovane autore di mwalwEssere e tempo. In loro si scontravano due modi antitetici di intendere la filosofia. Gli studenti si schierarono apertamente dalla parte di Heidegger. Alla sera, in un teatro improvvisato, inscenarono una caricatura della disputa. Fu Lévinas, con i capelli imbiancati di farina, a recitare il ruolo del perdente Cassirer»
cite-note-abb365-1212. mwamqmwamuN. Abbagnano,mwamy p. 365.
cite-note-134. mwamomwamsE. Lévinas-B Casper,mwamw p. 23: «mwam0mwam4Essere e tempo di Heidegger è il punto nel quale la fenomenologia ha forse raggiunto il suo culmine [...] Lo ammetto sempre apertamente: anche se non ho potuto scusare lo Heidegger del 1933-34, né lo intendo scusare».
cite-note-abb366-1414. mwangmwankN. Abbagnano,mwano p. 366.
cite-note-1515. mwan4mwan8E. Lévinas-B. Casper,mwaoa p. 12: «Nel 1931 Lévinas acquisì convintamente la cittadinanza francese. Si trattava di entrare a far parte di un popolo – come egli ebbe a dire, ripensando alla propria vita – che difendeva l'umanità dell'uomo e al quale si poteva appartenere, in spirito e in cuore, come se in Francia si fosse nati».
cite-note-1616. mwaoqmwaouS. Malka,mwaoy p. 150: «Lévinas assistette anche ai corsi di Alexandre Kojève all'École Pratique des Hautes Études».
cite-note-1717. mwaoomwaosS. Malka,mwaow p. 68.
cite-note-1818. mwapa(mwapemwapiEN) Bettina Bergo, mwapmmwapqEmmanuel Levinas, su mwapumwapyStanford Encyclopedia of Philosophy, 23 luglio 2006. mwapcURL consultato il 10 novembre 2018.
cite-note-ostaggio13-1919. mwap8mwaqaE. Lévinas-B. Casper,mwaqe p. 13.
cite-note-2020. mwaqumwaqyE. Lévinas-B. Casper,mwaqc p. 39.
cite-note-2121. mwaqsmwaqwE. Lévinas,mwaq0 p. 5.
cite-note-2222. mwaremwariC. Dal Monte,mwarm p. 224.
cite-note-2323. mwarcmwargE. Lévinas,mwark p. 58: «Ho avuto un rapporto approfondito con il pensiero talmudico piuttosto tardi, a contatto con M. Chouchani. Egli non mi ha infuso nulla del suo immenso sapere, né certo della sua incomparabile intelligenza, ma mi ha insegnato mwarocome si dovevano affrontare questi testi».
cite-note-2424. mwar4E. Severino, mwar8mwasaIl mio ricordo degli eterni. Autobiografia, Milano, Rizzoli, 2012 mwase[2011], pp.mwasi 131-132, mwasmISBNmwasq 978-88-17-05747-9. mwasyURL consultato il 17 gennaio 2016.
cite-note-2525. mwasoB. Spinelli, mwassmwaswLa colpa, il perdono, lo scandalo, su mwas0archiviolastampa.it, «La Stampa», 6 maggio 1992, p.mwas4 17. mwas8URL consultato il 2 gennaio 2016.
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cite-note-2727. mwatoJ. Derrida, mwatsmwatwAddio a Emmanuel Lévinas, traduzione di it. di S. Petrosino e M. Odorici, Milano, Jaca Book, 1998 mwat0[1997], p.mwat4 54, mwat8ISBNmwaua 978-88-16-40469-4. mwauiURL consultato il 10 gennaio 2016. mwauq«mwauuAddio fu un'allocuzione pronunciata, alla morte di Emmanuel Lévinas, nel cimitero di Pantin il 27 dicembre 1995»
cite-note-2828. mwaukmwauoG. Ferretti,mwaus p. 38.
cite-note-2929. mwau8mwavaE. Lévinas-A. Peperzak,mwave p. 59.
cite-note-3030. mwavumwavyE. Lévinas-A. Peperzak,mwavc p. 32.
cite-note-3131. mwavsmwavwE. Lévinas-A. Peperzak,mwav0 p. 57.
cite-note-3232. mwawemwawiE. Lévinas-A. Peperzak,mwawm p. 34: «Per comprendere il non-io, occorre trovarvi un accesso attraverso un'entità, un'essenza astratta che, al tempo stesso, è e non è. È qui che si dissolve lmwawq'mwawualterità dell'altro. L'essere estraneo, invece di mantenersi nella fortezza inespugnabile della sua singolarità, invece di stare di fronte, viene tematizzato e oggettivato. Si sussume già sotto un concetto o si dissolve in relazioni. Cade nella rete di idee mwawya priori che io porto con me per captarlo. Conoscere significa cogliere nell'individuo che mi sta di fronte, in questa pietra che ferisce, in questo pino che si slancia, in questo leone che ruggisce, ciò mediante cui non è più questo individuo determinato che mi è estraneo, ma attraverso cui già tradendo se stesso, dà appiglio alla volontà libera che vibra in ogni certezza, si lascia afferrare e comprendere, entra in un concetto. La conoscenza consiste nel cogliere l'individuo che soltanto esiste, non nella sua singolarità che non conta, ma nella sua generalità, di cui solamente si dà scienza».
cite-note-3333. mwawomwawsE. Lévinas,mwaww p. 14.
cite-note-3434. mwaxamwaxeE. Lévinas-A. Peperzak,mwaxi p. 65.
cite-note-3535. mwaxymwaxcE. Lévinas-A. Peperzak,mwaxg p. 36: «Il mwaxkDasein – che Heidegger sostituisce all'anima, alla coscienza, all'Io – conserva la struttura dell'Identico».
cite-note-3636. mwax0Cfr. mwax4mwax8E. Lévinas,mwaya pp. 21 e 23, laddove si legge: «L'apparizione di un esistente è la costituzione stessa di un dominio, di una libertà all'interno di un esistere che, di per se stesso, resterebbe per sua natura anonimo [...] Presente, 'io': l'ipostasi è libertà. L'esistente è padrone dell'esistere. Esercita sulla sua esistenza il virile potere del soggetto. Ha qualcosa in suo potere».
cite-note-3737. Cfr. mwayqmwayuE. Lévinas-A. Peperzak,mwayy p. 32: «La libertà del ricercatore e del pensatore, sulla quale non pesa alcuna costrizione, si esprime nella verità. E cos'è tale libertà, se non il rifiuto dell'essere pensante di alienarsi nell'adesione, la conservazione della sua natura e della sua identità, il fatto di restare identico? In questa prospettiva la filosofia si sforzerebbe di ridurre all'Identico tutto quel che le si oppone in quanto altro, incamminandosi così verso una mwaycauto-nomia, verso uno stato in cui più niente di irriducibile verrebbe a limitare il pensiero, e in cui quest'ultimo, senza più limiti, sarebbe di conseguenza libero».
cite-note-3838. mwaysmwaywE. Lévinas,mway0 p. 220.
cite-note-3939. mwazemwaziE. Lévinas-A. Peperzak,mwazm p. 34.
cite-note-ecfp25-4040. mwazsmwazwE. Lévinas-A. Peperzak,mwaz0 p. 25.
cite-note-4141. mwa0emwa0iE. Lévinas-A. Peperzak,mwa0m p. 40.
cite-note-ostaggio22-4242. mwa0kmwa0oE. Lévinas,mwa0s p. 22.
cite-note-4343. mwa08mwa1aE. Lévinas,mwa1e p. 25: «Davanti all'Altro io mi tiro indietro».
cite-note-4444. mwa1umwa1yE. Lévinas,mwa1c pp. 18-19: «Percepire l'Altro significa vedere la mortalità come tale [...] Il Volto dell'Altro significa richiamo per me, una chiamata. Non lo devo lasciar morire da solo. E neppure lo devo uccidere. C'è qui un mwa1gcomando e una mwa1kproibizione [...] Comando e proibizione sono le 'sorgenti della responsabilità'. Ho una responsabilità per ciò che è in mio potere. È così. Per ciò che non rientra nello spazio della mia libertà. Sono... consegnato all'Altro ancor prima... di essere mwa1oper me stesso».
cite-note-4545. mwa14mwa18E. Lévinas-A. Peperzak,mwa2a p. 55: «Bisogna pensare fino a questo punto l'«Io è detestabile» di Pascal»; cfr. mwa2eB. Pascal, mwa2iPensieri, a cura di G. Auletta, Milano, Mondadori, 2012 mwa2m[1669], pp.mwa2q 278-279, n. 455, mwa2uISBNmwa2y 978-88-04-52169-3. mwa2k«L'io è odioso; voi, Miton, lo mascherate ma non per questo lo eliminate; voi dunque siete sempre odioso. – No, perché agendo cortesemente con tutti, come facciamo, non c'è più motivo di odiarci. – È vero, se nell'io si odiasse soltanto il dispiacere che ce ne viene. Ma se lo odio perché è ingiusto, perché si fa centro di tutto, lo odierò sempre. Insomma, lmwa2s'mwa2wio possiede due qualità: è ingiusto in sé, in quanto si fa centro di tutto; è spiacevole agli altri, in quanto li vuole asservire; infatti ogni mwa20io è il nemico e vorrebbe essere il tiranno di tutti gli altri. Voi ne togliete la parte spiacevole, ma non già, l'ingiustizia; lo renderete amabile soltanto agli ingiusti, i quali non trovano più in esso il loro nemico, e così rimanete ingiusto e potete piacere soltanto agli ingiusti»
cite-note-4646. mwa3emwa3iE. Lévinas-A. Peperzak,mwa3m p. 58: «L'etica – come filosofia prima – significa attraverso l'ambiguità dell'identico che si dice mwa3qio all'apice della sua identità incondizionata e anche logicamente indiscernibile, autonomia superiore a qualunque criterio; ma che proprio ora, all'apice della sua incondizionata identità, può pure confessarsi io detestabile».
cite-note-udu70-4747. mwa3wmwa30E. Lévinas,mwa34 p. 70.
cite-note-4848. mwa4imwa4mE. Lévinas-P. Nemo,mwa4q p. 87: «Philippe Nemo: ‘In mwa4uTotalità e Infinito lei parla a lungo del volto, uno dei suoi temi ricorrenti. In che cosa consiste e a che cosa serve questa fenomenologia del volto, vale a dire l'analisi di ciò che accade quando guardo altri faccia a faccia?’. Emmanuel Lévinas: ‘Non so se si può parlare di «fenomenologia» del volto, poiché la fenomenologia descrive ciò che appare’».
cite-note-4949. mwa4kmwa4oE. Lévinas-P. Nemo,mwa4s p. 87: «L'accesso al volto è immediatamente etico».
cite-note-5050. mwa48mwa5aE. Lévinas-A. Peperzak,mwa5e pp. 26-27: «Il volto non viene mwa5iconosciuto, ma non perché non abbia senso: non viene conosciuto perché il suo rapporto con noi non rimanda alla sua costituzione, e, per usare un termine husserliano, è anteriore a ogni mwa5mSinngebung. Questo senso che precede la mwa5qSinngebung, questa pienezza di senso anteriore a ogni mwa5uSinngebung, ma che resta relazione intelligibile, relazione non violenta, descrive la struttura stessa della creatura»; cfr. anche mwa5ymwa5cE. Lévinas-P. Nemo,mwa5g p. 88: «Il volto è significazione, e significazione senza contesto. Intendo cioè affermare che nella rettitudine del suo volto altri non è un personaggio in un contesto. Di solito si è un ‘personaggio’: si è professore alla Sorbona, vicepresidente del Consiglio di Stato, figlio di un tale, tutto ciò che si trova nel passaporto, il modo di vestirsi e di pettinarsi. E ogni significazione, nel senso corrente del termine, è relativa a un tale contesto: il senso di qualcosa sta nella sua relazione a qualcos'altro. Il volto, al contrario, è senso da solo: tu sei tu».
cite-note-eteinf87-5151. mwa6amwa6eE. Lévinas-P. Nemo,mwa6i p. 87.
cite-note-5252. mwa6ymwa6cE. Lévinas-A. Peperzak,mwa6g p. 26: «L'assoluta nudità del volto, questo volto assolutamente indifeso, senza schermo, senza abito, senza maschera, è tuttavia ciò che si oppone al mio potere su di esso, alla mia violenza, ciò che vi si oppone in modo assoluto, con una opposizione ch'è opposizione in sé. L'essere che si esprime, l'essere che mi è di fronte, mi dice mwa6kno con la sua espressione. Questo mwa6ono non è semplicemente formale, ma non è neanche il mwa6sno di una forza ostile o di una minaccia; è l'impossibilità di uccidere colui che presenta questo volto, è la possibilità d'incontrare un essere attraverso una proibizione. Il volto è, per un essere, il fatto di coinvolgerci non all'indicativo ma all'imperativo, e così di essere esterno a ogni categoria».
cite-note-eteinf88-5353. mwa7mmwa7qE. Lévinas-P. Nemo,mwa7u p. 88.
cite-note-5454. mwa7kmwa7oE. Lévinas,mwa7s pp. 53-54: «Vi è qui una obbedienza stra-ordinaria – servizio senza servitù – alla dirittura del viso dell'altro uomo, il cui imperativo irrecusabile non deriva dalla minaccia e la cui autorità incomparabile comanda attraverso una sofferenza e si dice precisamente parola di Dio. È qui che probabilmente Dio viene all'idea!».
cite-note-5555. mwa78mwa8aE. Lévinas-P. Nemo,mwa8e p. 89: «[Il volto parla] in quanto è esso stesso a rendere possibile, e a cominciare, ogni discorso. Poco fa ho rifiutato la nozione di visione per descrivere la relazione autentica con altri: proprio il discorso, e più esattamente la risposta o la responsabilità, è questa relazione autentica».

Bibliografia

Biografia

• citerefmalkaSalomon Malka, Emmanuel Lévinas. La vita e la traccia, traduzione di Claudia Polledri, Milano, Jaca Book, 2003 [2002], ISBN 978-88-16-40636-0.

Letteratura critica

• citerefabbNicola Abbagnano, Lévinas: dal medesimo all'altro. L'etica come filosofia prima, in Giovanni Fornero, Franco Restaino e Dario Antiseri (a cura di), Storia della filosofia, vol. 8, Novara, De Agostini, 2006, pp. 365-406, ISBN non esistente.
• mwa80(FR) Joseph Cohen, Alternances de la métaphysique. Essais sur Emmanuel Lévinas, Paris, Galilée, 2009, ISBN 978-2-7186-0778-8.
• mwa88Federico Dal Bo, Ebraismo e filosofia. Lévinas e la comunità occidentale, in Riccardo Panattoni (a cura di), La comunità. La sua legge, la sua giustizia, Padova, Il Poligrafo, 2000, pp. 117-127, ISBN 978-88-7115-131-1.
• citereffilnovCarmen Dal Monte, Emmanuel Lévinas, in Paola Ricci Sindoni (a cura di), La filosofia ebraica del Novecento, Roma, Spazio Tre, 2007, pp. 223-235, ISBN 978-88-7840-039-9.
• mwa9m(EN) Colin Davis, Lévinas: An Introduction, Notre Dame (Indiana), University of Notre Dame Press, 1997, ISBN 978-0-268-01314-1.
• citerefferrettiGiovanni Ferretti, La filosofia di Lévinas. Alterità e trascendenza, Torino, Rosenberg & Sellier, 1996, ISBN 978-88-7885-086-6.
• mwa9y(IT) Rita Fulco, Essere insieme in un luogo. Etica, politica, diritto nel pensiero di Emmanuel Levinas, collana Novecento, Milano-Udine, Mimesis, 2013, p. 291, ISBN 978-88-5752-082-7.
• mwa9g(FR) Marie-Anne Lescourret, Emmanuel Lévinas, Paris, Flammarion, 1993, ISBN 978-2-08-066640-6.
• mwa9oAlessandro Paris, Trauma e sostituzione. Emmanuel Lévinas tra esperienza ed etica, Roma, Aracne, 2012, ISBN 978-88-548-4980-8.
• mwa9wSilvano Petrosino, La verità nomade. Introduzione a Emmanuel Lévinas, Milano, Jaca Book, 1983, ISBN 978-88-16-35048-9.
• mwa94Pier Aldo Rovatti, Intorno a Lévinas, Milano, Unicopli, 1987, ISBN 978-88-400-0080-0.
• mwa-aFrancesca Salvarezza, Emmanuel Lévinas, Milano, Bruno Mondadori, 2003, ISBN 978-88-424-9124-8.
• mwa-iMassimo Tura, Infinito e Molteplice. Etica e Religione in Emmanuel Lévinas, Milano, Mimesis, 2015, ISBN 978-88-575-2889-2.
• mwa-qSilvano Petrosino, Emmanuel Levinas, Milano, Feltrinelli, 2017, ISBN 978-88-07-22708-0.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itLevinas, Emmanuel, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaMarco M. Olivetti, LEVINAS, Emmanuel, in Enciclopedia Italiana, IV Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1979.
• citerefdizionario-di-filosofiaLévinas, Emmanuel, in Dizionario di filosofia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2009.
• citerefbritannica-com(EN) Richard Wolin, Emmanuel Lévinas, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefstanford-encyclopedia-of-philosophy(EN) Bergo, Bettina, Emmanuel Levinas, su Stanford Encyclopedia of Philosophy, 23 luglio 2006.
• citerefphilosophica(ES) Emmanuel Lévinas, su Philosophica.
• citerefbewebEmmanuel Lévinas, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• citerefopen-library(EN) Opere di Emmanuel Lévinas, su Open Library, Internet Archive.
• citerefpers-e(FR) Pubblicazioni di Emmanuel Lévinas, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
• citerefopen-library(EN) Opere riguardanti Emmanuel Lévinas, su Open Library, Internet Archive.
• citerefgoodreads(EN) Emmanuel Levinas, su Goodreads.
• (EN) Emmanuel Lévinas, su MusicBrainz, MetaBrainz Foundation.
• (EN) Emmanuel Lévinas, su IMDb, IMDb.com.
• mwa-s(FR) Institut d'études lévinassiennes, su levinas.fr.
• mwa-0(FR) Bibliografia primaria completa, su levinas.fr.
• mwa-8(FR) Bibliografia secondaria completa, su levinas.fr.
• mwa-e(HE) Official web site of the Institut d'études lévinassiennes, su levinas.co.il.
• mwa-m(EN) "Viewing Power in Heidegger and Levinas", su waste.org.
• mwa-u(EN) On Escape un saggio su De L'êvasion, di Michael R. Michau, gennaio 2005, su othervoices.org. URL consultato il 27 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 12 marzo 2007).
• mwa-c(FR) Espacethique: vita e opere di Emmanuel Levinas, su espacethique.free.fr.
• mwa-kUna sintesi di Totalità e infinito, su conoscenza.rai.it. URL consultato il 27 luglio 2010 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016). è offerta da Adriaan Peperzak in un'intervista per l'Enciclopedia multimediale delle scienze filosofiche.